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La politica artica italiana

Si è svolta venerdì 16 gennaio a Roma, presso Villa Madama, la conferenza di presentazione del nuovo documento strategico italiano sull’Artico. Alla conferenza sono intervenuti il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, i cui dicasteri hanno contribuito alla redazione del documento.

L’aggiornamento delle linee guida dell’azione italiana in Artico si inserisce nel quadro dei profondi mutamenti intervenuti negli ultimi anni nel contesto ambientale, scientifico e geopolitico della regione. Il rapido riscaldamento dell’area artica e i suoi effetti sui ghiacci marini, sul permafrost, sugli ecosistemi e sulle aree costiere vengono analizzati insieme alle conseguenze globali di tali fenomeni, che incidono sugli equilibri climatici e ambientali ben oltre i confini regionali.



Parallelamente, la progressiva riduzione della copertura glaciale ha determinato una crescente accessibilità della regione, favorendo l’espansione delle attività economiche e l’apertura di nuove rotte marittime, con implicazioni rilevanti sotto il profilo ambientale, economico e strategico.

La presenza italiana in Artico è ricostruita nella sua evoluzione storica e nel progressivo rafforzamento dell’impegno scientifico nazionale, oggi caratterizzato da una presenza continuativa fondata su infrastrutture di ricerca, programmi dedicati e una consolidata cooperazione internazionale. In tale ambito si collocano le attività del Programma di Ricerche in Artico, le basi scientifiche italiane e il contributo assicurato dagli enti di ricerca e dalle università, nonché il ruolo svolto dalla Marina Militare nel settore della ricerca oceanografica e idrografica.

L’impegno politico dell’Italia si colloca nel quadro della partecipazione in qualità di Stato Osservatore al Consiglio Artico, riconosciuto quale principale foro di cooperazione internazionale nella regione. L’azione italiana si fonda sul rispetto del diritto internazionale, della sovranità degli Stati artici, delle popolazioni locali e indigene e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, ed è sostenuta da un coordinamento nazionale assicurato dal Tavolo Artico e dall’attività dell’Inviato Speciale per l’Artico.

La dimensione della sicurezza assume un rilievo crescente in ragione del progressivo deterioramento del contesto geopolitico internazionale, che ha conferito all’Artico una maggiore valenza strategica. In tale quadro si collocano le ripercussioni dell’invasione russa dell’Ucraina sulla governance regionale, la sospensione delle attività politiche del Consiglio Artico, l’incremento della militarizzazione e l’emergere di nuove dinamiche di competizione tra le grandi potenze, nonché l’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO e il conseguente rafforzamento della dimensione euro-atlantica della sicurezza nel Grande Nord.

Il posizionamento dell’Italia si sviluppa nel quadro degli impegni assunti in ambito NATO e Unione Europea, senza prevedere una presenza militare autonoma o permanente nella regione, ma attraverso un contributo alle iniziative multilaterali di deterrenza, difesa e prevenzione delle crisi. In tale contesto rientrano anche le attività di monitoraggio, la protezione delle infrastrutture critiche e la tutela della sicurezza delle attività scientifiche e civili, in un approccio integrato che valorizza l’interazione tra difesa, ricerca scientifica, settore spaziale e tecnologie avanzate, sostenuto da un coordinamento interistituzionale volto ad assicurare coerenza e sostenibilità all’azione nazionale in Artico.

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